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Blog - Categoria: L'evoluzione del caffè

Come viene creato il decaffeinato? Cercheremo di rispondere a questo quesito, partendo dalla descrizione del processo di decaffeinizzazione, che consiste sostanzialmente nell’estrarre la caffeina dai chicchi. Questo processo ha due scopi, ossia quello di produrre, appunto, il decaffeinato, ma anche isolare la caffeina da usare per prodotti cosmetici e di benessere. Non tutti sanno, inoltre, che non è possibile rimuovere completamente la caffeina, ed è per questo che il decaffeinato solitamente contiene caffeina in quantità non superiore allo 0,1 % sulla sostanza secca.

Prima della vera e propria trasformazione in bevanda, assistiamo agli ultimi passaggi dell’evoluzione del caffè. Una volta tostato, il chicco subisce la cosiddetta macinatura, che permette ai vari tipi di miscele di essere compressi in capsule, cialde o rimanere tali ed essere utilizzate nei comuni bar. Esistono dunque due tipi diversi di macinature: per moka, che richiede una polvere di caffè più grossa, e per espresso, a cui serve una polvere più sottile. Un ulteriore curioso dettaglio che ci permette di distinguere i diversi tipi di tostatura è il tempo di erogazione del caffè.

Una volta che il fiore si è trasformato in bacca, la maturazione del frutto del caffè può durare da sei a undici mesi, mentre la stagione della fioritura dipende dal clima e dal terreno. Con il metodo “picking” ogni pianta viene esaminata varie volte per raccogliere tutte le bacche al giusto grado di maturazione. Con il metodo “stripping”, invece, tutti i frutti vengono raccolti contemporaneamente anche se a un grado diverso di maturazione.